APOCALISSE
Nel mezzo del camin di nostra vita...
mi ritrovai nel tunnel dell'ombra
ove l'anima, ripiegata su se stessa,
riposa troppo a lungo in attesa di un triste o piacevole verdetto.
E all'estremità una strana porta paralizza
l'orizzonte dell'intelletto,
oltre la quale invano tenta di evadere.
Immerso in codesta atmosfera, una soave visione
incuriosisce il mio essere,
e quasi lo tramuta in cenere.
Come lucciole durante la notte,
due occhi dolci e sanguinanti si manifestano
alla mia coscienza, circondati dal buio universale.
I sensi di colpa e l'autocompassione mi attanagliano
e con loro uno strano brivido percorre la mia anima.
Le immagini scorrono veloci e con esse il ricordo
della mia dannata sopravvivenza, ove molteplici
furon gli errori ed orrori commessi.
Ma adesso è tardi; Ora è troppo tardi.
I due occhi carichi di emozione intensamente mi fissano,
pronti a giudicarmi.
Il silenzio che incatenava il mio pensiero,
viene adesso spezzato da un forte vento.
Esso è l'alito della serpe che risucchia
la mia pietosa anima al di là di quella porta
ove lei dimora ed è padrona incontrastata.
Porterò sempre con me l'espressione di tristezza
di quegli occhi che m'hanno giudicato e abbandonato.






